15/6/2021

Terapia domiciliare Covid19

di Dr. Luigi Maione

Il Gruppo TDC19, Terapiadomiciliarecovid19, è nato durante la prima ondata pandemica SARS-COV2, precisamente a marzo 2020, dalla brillante intuizione e volontà dell’Avv.Erich Grimaldi. Questi ha voluto riunire un gruppo di medici coraggiosi, inizialmente esiguo ( poche decine) e poi arrivato a superare la quota dei mille medici sparsi sul territorio nazionale, che hanno deciso di non seguire le linee guida emanate dall’Aifa sulla gestione domiciliare del paziente affetto da Covid. Queste prevedevano e prevedono tuttora la vigile attesa dell’evoluzione e l’utilizzo di paracetamolo come sintomatico.

 

 

Protocollo terapia domiciliare Covid19

 

Dal confronto continuo all’interno del gruppo, anche grazie alla collaborazione con colleghi stranieri, e dagli studi scientifici pubblicati a disposizione, è stato elaborato un protocollo di cure domiciliari precoci. Il protocollo per la terapia domiciliare Covid19 è suddiviso per fasi di gravità del quadro clinico e basato su farmaci già ampiamente utilizzati nella pratica medica quotidiana per altre patologie, ma somministrati precocemente, nella giusta combinazione e nel timing più appropriato. Si tratta di molecole molto maneggevoli, con pochi effetti collaterali, e la cui farmacodinamica e farmacocinetica, sono conosciute ai sanitari da molti anni.

Il razionale del protocollo per la terapia domiciliare Covid19 è proprio quello di prevenire la diffusa replicazione virale precocemente, in modo da evitare i danni oramai conosciuti di tipo infiammatorio, derivanti dalla cascata citochinica o di attenuare quest’ultima se in essere. Per fare ciò si ricorre a farmaci antitrombotici od antiaggreganti come l’ASA o l’eparina a basso peso molecolare e a farmaci come l’azitromicina e l’idrossiclorochina. A proposito di quest’ultima, sulla cui reputazione è sceso un ingiusto velo nebbioso, va detto che si tratta di una molecola che presenta scarsi effetti collaterali, di facile reperimento, a basso costo e ottima nelle fasi iniziali come antinfiammatorio; agisce, inoltre, come ionoforo per l’azitromicina (uno ionoforo è una sostanza che facilita il passaggio intracellulare di un’altra sostanza).

Per quanto riguarda l’azitromicina, la si utilizza per il suo ruolo di inibizione ribosomiale della replicazione dell’mRNA virale, ma anche per l’azione antibatterica sul microbiota polmonare ed intestinale, ed in particolare su germi come Prevotella e Velloinella. Infatti questi sembrerebbero essere “parassitati” dal SARS-COV2, cioè il virus si comporterebbe come un “batteriofago”, utilizzando questi batteri per replicarsi. L’impiego di azitromicina nel protocollo per la terapia domiciliare covid svolgerebbe così una doppia azione nel ridurre ulteriormente la replicazione del virus.

A questi preziosi farmaci si aggiunge poi il cortisone in fase più avanzata, a dosi squisitamente immunomodulatorie, e diversi farmaci sintomatici, nonché una attenta integrazione con lo scopo di rinforzare la propria immunità innata e quella adattativa ( vit.C, vit.D, zinco, lattoferrina, quercitina, etc..)
Un approccio dunque ragionato e ritagliato sul singolo paziente, che viene preso in carico nella sua integrità ed in maniera tempestiva. Il gruppo si avvale anche di figure di sostegno come psicologi, infermieri, e pediatri per i più piccoli che, occorre ricordarlo, sono fortunatamente e solo in maniera leggera, poco coinvolti nella pandemia.

 

 

Richiedere aiuto al gruppo Terapiadomiciliarecovid19

 

Dal punto di vista pratico, tutti possono chiedere aiuto gratuito ai professionisti del gruppo TDC19. Occorre iscriversi al Comitato sulla pagina Facebook Terapiadomiciliarecovid19 e formulare la propria richiesta. Questa verrà vagliata dal gruppo competente e sempre molto solerte dei Moderatori, che poi la pubblicheranno e metteranno in contatto il paziente con il medico disponibile. Da quel momento in poi, il professionista, dopo aver preso atto della situazione clinica in dettaglio, molte volte con videochiamate, qualche volta, se necessario e possibile, con visite domiciliari, guiderà il paziente giorno per giorno fino alla guarigione ed alla negativizzazione.

Occorre sottolineare che tale approccio, rapido, immediato e ragionato, ha permesso di abbattere l’ospedalizzazione di oltre il 90% nei pazienti trattati e ha ridotto la mortalità in maniera estremamente significativa, anche in pazienti fragili.

A cura del Dr. Luigi Maione

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